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6 modi in cui una persona spiritualmente evoluta percepisce la morte

La morte
La morte è una destinazione condivisa da tutti gli esseri viventi. La gente vede la morte con paura, oppure come mezzo per sfuggire alla sofferenza. In pochi la vedono come un naturale processo, una sorta di passaggio, che fa parte del percorso evolutivo della nostra anima.

Diverse religioni e culture vedono l’illuminazione spirituale in diverse luci, ma il significato fondamentale resta che essere illuminati sta a significare avere una piena comprensione del nostro scopo di vita, che dovrebbe terminare con la morte.

Secondo l’autrice di “On Death and Dying” Elizabeth Kubler Ross, la morte non è altro che una pacifica cessazione del funzionamento del corpo. Una persona spiritualmente illuminata non teme la morte, ma la vede in modi diversi in base alla filosofia della sua vita.

1. La morte ci aiuta a percepire l’impermanenza della vita
La consapevolezza della morte aiuta la gente a percepire l’eventuale futilità delle cose materiali, dei rapporti superflui, dei piaceri e della ricchezza. I seguaci del Buddha sono spesso incoraggiati a meditare sulla morte, poiché li aiuta a comprendere l’impermanenza della vita che non li fa cadere vittime nei piaceri e nell’avidità del mondo. Le persone che temono la morte spesso cercano di nascondersi da essa immergendosi in felicità superficiali.
Quando comprendiamo la sua inevitabilità, possiamo concentrarci maggiormente sull’illuminazione spirituale e sull’autorealizzazione. La morte può colpire in ogni momento e non sappiamo quanto tempo abbiamo ancora a disposizione.

2. Non si teme la morte
Epicuro scrisse: “La morte non è niente per noi, dal momento che quando noi ci siamo, la morte non c’è, e quando essa sopravviene, noi non siamo più”. Non c’è alcun senso nel vivere la nostra vita avendo paura della morte, perché noi come persone non sentiremo mai il dolore della morte. Si cessa semplicemente di esistere, così farà il nostro dolore e la nostra sofferenza.
Una persona può vivere una vita di pace, gioia e tranquillità quando la sua mente si sarà liberata dalla paura della morte. Le persone spiritualmente illuminate riescono a superare la paura della morte, percependola come un passaggio.

3. La morte è un sonno tranquillo
Terminiamo le nostre giornate con il sonno pacifico nella notte, quindi finiremo la nostra vita con un sonno semplicemente più lungo.
Ogni volta che andiamo a dormire perdiamo i sensi; la morte non è poi così diversa. L’unica differenza è solo che non ci si sveglia la mattina successiva.

4. La vita è una prova
Secondo la filosofia della vita dopo la morte, la nostra vita attuale non è altro che la preparazione alla vita permanente. I seguaci di molte religioni credono nella vita dopo la morte nel prossimo regno. Essi considerano la morte come un passaggio che li condurrà ad essere uno con il loro creatore, cioè la morte significa essere uniti con Dio.
L’accettazione della vita dopo la morte ha permesso ai credenti di accettare che Dio è in definitiva giusto e qualunque ingiustizia accada sulla terra ha una ragione. La filosofia della vita dopo la morte aiuta le persone a superare il dolore e la paura della morte.

5. La morte non è la fine, ma un nuovo inizio
Le persone che credono nella rinascita e nella reincarnazione delle anime, non considerano la morte come una calamità o una fine, ma un nuovo inizio, una vera e propria rinascita. I seguaci dell’Induismo credono che l’uomo crei il proprio destino sulla terra, poiché le sue azioni costruiranno il suo Karma. La gente cerca spesso di ottenere la libertà da questo ciclo di nascita e rinascita raggiungendo Moksha: (uno dei cardini delle dottrine religiose e spirituali dell’India, conosciuto da tutte le correnti e le tradizioni dall’induismo, al jainismo, al sikhismo, e affine al nirvana nel buddhismo. A seconda del contesto, essa viene vista come la salvezza dal ciclo delle rinascite (saṃsāra), ma anche quale conseguimento di una condizione spirituale superiore).
Pertanto la morte non è considerata come una calamità, bensì, come la libertà dalla sofferenza di un circolo vizioso. Un’altra eventuale nascita viene considerata un’opportunità per guadagnare Moksha.

6. La morte è la certezza della vita
La morte è la prova che, non importa quanto progrediamo, come mortali; saremo infine inermi e vulnerabili quando arriverà la fine.
Le persone spiritualmente illuminate vedono la morte come uno specchio che li aiuta ad accettare le altre facce della vita che non possono essere controllate. In un mondo che cambia rapidamente, la gente spiritualmente illuminata vede la morte come una certa immutabilità e come una costante dell’universo.

Le persone che temono e cercano di nascondersi dalla morte, in ultima analisi, non riescono a vivere la loro vita al massimo, mentre la morte, in ogni caso, prima o poi farà la sua apparizione.

Fonte: http://gostica.com/spiritual-growth/6-ways-a-spiritually-enlightened-person-views-death/

 

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